S.P.V...ed io pago !!!

superstrada pedemontana veneta

La tanto” agognata” SPV sta per arrivare nel territorio di Cassola;per ora l’opera si sta formalizzando concretamente con l’ultimo stralcio dell’arteria,nel tratto che va da Breganze fino a Rosà.

Al di la della comprensibile paura derivante dall’impatto ambientale e sociale  di una simile opera nel nostro paese ,quello che ci preme sottolineare,in questo articolo, è pure  l’impatto economico che spesso viene tralasciato dai vari notiziari e giornali che spesso riportano delle mezze verità fuorvianti.

Un dato che è sotto l’occhio di tutti è che in autostrada si viaggia meno, molto meno. “A scegliere le strade normali, statali o provinciali, senza esclusione delle comunali, sono soprattutto gli autotrasportatori. Così gli amministratori locali lamentano un ritorno al traffico stile Anni Ottanta con i tir che cigolano al semaforo o percorrono a fatica rotonde troppo strette. Accade soprattutto in paesi e cittadine – come Demonte in provincia di Cuneo con il sindaco sul piede di guerra – ancora sprovvisti di tangenziali o dove la statale spacca in due l’abitato” Questo è solo un esempio tratto da La Stampa del 21/02/2012.

Secondo le varie categorie degli autotrasportatori  «L’uso delle autostrade è in calo costante negli anni,  perchè in un’economia di mercato a fronte di una minore domanda i prezzi dovrebbero diminuire. Invece i pedaggi aumentano: non capiamo che convenienza ne traggano le concessionarie». Queste ultime, anzi, protestano perché il ministero dei Trasporti non ha disposto l’aggiornamento delle tariffe per tutte le concessionarie. La federazione delle associazioni degli autotrasportatori Unatras dal giorno seguente ai «ritocchi» delle tariffe, ha contestato gli aumenti, perché «complicano ulteriormente la situazione in cui versa l’autotrasporto italiano delle merci». E che non ci si lamenti se i tir tornano nei centri abitati.

Dell’abbandono delle vie a pedaggio parlano chiaro i dati dell’Aiscat. Tra quelle che «perdono» di più c’è la Torino-Savona. Tra i «pesanti», nel 2011 hanno transitato sui 130 km della A6, 168 milioni di veicoli. Nel 2012 sono scesi a 156 milioni, un calo del 7,4%, percentuale che, a raffrontare i mesi di dicembre 2012 e 2011 sale a -9,1%. In controtendenza è l’Asti-Cuneo ma è una rimonta apparente. Aperta da poco l’autostrada che si interseca con la Torino- Savona non può che crescere nei passaggi essendo partita da zero un paio d’anni fa. Nell’alessandrino, Autostrade per l’Italia, Satap per l’A21, e Milano-Serravalle registrano cali dal 6 all’8%. Il disagio, qui, è tutto per Serravalle Scrivia dove tir e auto si infilano nel budello che attraversa la cittadina di 6 mila abitanti.

Immaginate tutto questo nel nostro comune di Cassola;tagliato in due dalla Pedemontana Veneta,senza scordare la ferita della Valsugana,con la possibilità di vedersi attraversare da camion che opteranno per la viabilità ordinaria pur di non pagare il pedaggio.

Il tratto in territorio valdostano della A5 è gestito dalla Sav (Società autostrade valdostane), società per azioni nella quale la Regione ha una partecipazione azionaria del 28,72 per cento.  Il calo, qui, dal 2011 è del 5,4%!!

Questa è l’esperienza concreta di una autostrada potrebbe tranquillamente obiettare una persona,ma questo è lo scenario possibile e futuro della S:P:V progettata e finanziata con il noto Project Finacing per una cifra non lontana dai 2,5 milioni di euro.

Riusciranno a ultimare l'opera? La risposta fornita da più parti è che l’opera con la crisi attuale non avrebbe neanche preso il via,ma viste le pressioni locali molto importanti, potrebbero farcela, ma sicuramente con tempi e valutazioni che spingeranno sempre di più verso la componente pubblica del finanziamento, più che su quella privata.-Perciò il famoso rischio d’impresa che è una componente essenziale della procedura di finanza di progetto salirà di molto,ma verso la parte pubblica,cioè le nostre tasche!!

Naturalmente nel caso della S:P:V. gli introiti deriveranno dai pedaggi,che se non supereranno una soglia definita con la Regione( a tutt’oggi tenuta nascosta inspiegabilmente) verranno pagate dalla stessa come contributo annuale all’opera,cosi come nel caso sopracitato di eventuale difficoltà economiche della ditta proponente.

Insomma una prospettiva che ci vede come protagonisti passivi:

a)privati di una strada che abbiamo già pagato da anni( l’attuale Gasparona),

b) costretti a muoverci sulla nuova arteria pagando un pedaggio che assomiglia ad un balzello medioevale,

c)costretti a pagare se il flusso veicolare non supererà la famigerata soglia prevista dall’accordo ditta concessionaria-Regione,

d)magari costretti a rinunciare al sogno di una vita,la casa,costruita con il sudore e con le rinunce,

e) e con il rischio non tanto vago di vedersi comunque passare il traffico pesante perché i pedaggi sono troppo onerosi.

Naturalmente la famosa frase tratta da un film di Totò “ eh io pago” sembra sempre attuale,anche calata nel nostro territorio!!!

Che ne pensate? Un'opera cosi importante non dovrebbe essere al servizio del territorio e dei suoi abitanti? Esiste ancora il presupposto di rischio di impresa,se verrà adottato oltre al balzello del pedaggio pure una tassa per coprire gli eventuali mancati introiti ? Attendiamo le vostre  gradite risposte.

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