Mamma RAI chiude "La Storia siamo noi"!

16/05/2013 La Storia siamo noi chiude con tanti saluti da Mamma Rai.
Un altro pezzo dell'identità televisiva nazionale,una sorta di icona e di modello giornalistico per le nuove generazioni,e un archivio storico accessibile a tutti gli utenti,giovani e meno giovani,per una scelta macchiavellica dell'azienda Rai,chiude i battenti. Ebbene si il programma di Giovanni Minoli tra poche settimane non verrà più messo in onda dall'emittente di stato e le reazioni sui principali blog e social network non hanno tardato a mancare.

Per gran parte dei telespettatori è la dimostrazione della scarsa importanza che in Italia viene riservata alla cultura e alla memoria storica. La decisione della Rai di chiudere “La Storia siamo noi” non è stata ben accolta dagli italiani: tra i social network non mancano le proteste per la cancellazione del programma che raccontava il Paese attraverso l’archivio della Radio televisione italiana. Una trasmissione considerata in rete “uno degli ultimi esempi di servizio pubblico“: Viale Mazzini ha però deciso che il programma non verrà riproposto dal palinsesto del prossimo anno: andrà soltanto in onda fino alla fine di giugno, prima di andare “in pensione”.

Non sono bastati i numeri e i premi per salvare “La Storia siamo noi”. Come ha ricordato anche Repubblica, lo scorso anno il programma di Giovanni Minoli si era aggiudicato anche il prestigioso ”History Makers International”. In pratica, l’Oscar del Congresso mondiale dei produttori televisivi di storia. La giuria aveva rinosciuto nelle motivazioni del premio “l’enorme impulso che ha dato alla crescita di questo genere di approfondimento televisivo in Italia”.

Minoli non ha voluto commentare la decisione della cancellazione: in occasione della consegna del premio nel 2012 aveva ricordato però come la televisione fosse “il più grande strumento per aiutare l’uomo a crescere”: “Chi non lo usa anche in questo modo si assume una responsabilità enorme”. Parole tornate attuali dopo la scelta della Rai. In rete non pochi commentatori hanno accolto con delusione e rabbia la notizia. “Ma stanno scherzando?”, chiedono increduli i telespettatori, ormai affezionati a un programma che, da quando esordì nel 2002, è stato capace di ricostruire in modo puntuale e con qualità storie, protagonisti e misteri del Paese.

In rete nessuno comprende il motivo della cancellazione del programma. C’è chi grida alla censura e chi ricorda come “in Italia sia ormai diventato pericoloso ricordare”. Un coro di polemiche: “La Rai cancella la ‘Storia Siamo noi’, ma preferisce trasmettere il matrimonio di Valeria Marini, Affari Tuoi e altre marchette politiche”, denunciano. “Servizio pubblico, ma soldi nostri: la Rai continua a sbagliare scelte”, spiegano altri.

Non manca chi fa polemica: “Tutti indignati per la cancellazione, ma sono sicuro che chi oggi si lamenta non lo ha mai guardato”, attacca un utente. Eppure, i dati d’ascolto erano ottimi, con punte che raggiunsero il 18 per cento di share (in occasione dello speciale sull’11 settembre) o il 16 (per la puntata su Papa Luciani).

Repubblica ha ricordato come ogni anno siano state trasmesse 312 ore su RaiDue e RaiTre, di cui 52 seconde serate, 1.460 ore su Rai Storia. “Il costo orario medio è di 25mila euro, meno della metà delle seconde serate delle tre reti Rai. Il pubblico televisivo, in questi lunghi anni, ha seguito con lo stesso interesse i temi più diversi”, ha sottolineato il quotidiano di Ezio Mauro.

Diversi i temi affrontati durante il percorso de “La storia siamo noi”, come ricordano anche i commenti in rete. C’è chi ricorda come vennero proposte le immagini dell’attentato a John Fitzgerald Kennedy o chi ricorda le puntate dedicate ai casi irrisolti legati alle stragi di Cosa Nostra, come quella dedicata Giovanni Falcone.

Ma anche il caso Ilaria Alpi e i protagonisti della storia italiana. Una memoria che molti italiani non vogliono venga cancellata.

La Rai ha cercato di rassicurare i telespettatori, spiegando come l’attenzione per i temi culturali e per la storia non verrà ridimensionata: “Si è soltanto chiusa l’esperienza della struttura che curava le celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia”. Da Viale Mazzini hanno sottolineato come il budget previsto sia stato speso, quindi l’esperienza sia finita. “Ma è chiaro, però, che il rapporto della Rai con la cultura e la storia continuerà su Rai Educational”. E su Minoli si è spiegato “come non sia escluso che in futuro la sua esperienza non possa portare a nuove collaborazioni come autore”. Ma non è bastato per calmare le proteste dei telespettatori, che hanno preso d’assalto i social per esprimere la propria delusione.

Voi che ne pensate sulla chiusura di un programma storico,che otteneva ancora ottimi risultati dal punto di vista degli ascolti?

Condividete con noi il giudizio di molti utenti su twitter e sui vari social network,meno pacchi e prove di cucina e più cultura vera?

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