Il mega stipendio di Epifani: 18mila € al mese!!!

Il mega stipendio di Epifani: 18mila € al mese,tra pensione CGIL ed indennità parlamentare.

Pubblichiamo di seguito due articoli comparsi che trattano, sotto una lente d'ingrandimento di due punti di orientamento politico molto distanti, lo stesso argomento:le pensioni d'oro dei nostri parlamentari.Nello specifico Libero e il Fatto Quotidiano hanno voluto fare i conti in tasca ad un importante esponente del Partito Democratico,Guglielmo Epifani, scoprendo ed analizzando nello specifico la sua"misera"retribuzione. Stride in questo tempo di crisi economica,che da parte di un ex-sindacalista che dovrebbe difendere gli interessi dei lavoratori e delle persone meno abbienti, il fatto che lo stesso politico non abbia saputo recepire il messaggio di austerity richiesto dalla maggioranza della popolazione italiana...forse la spending review non funziona in certi ambienti ?

L’alfiere del nuovo Pd più di sinistra e più vicino ai lavoratori: Epifani. Peccato che sia uno che guadagni cifre da favola, come riporta Il Fatto Quotidiano.

Riesce infatti a sommare alla cospicua indennità parlamentare – 13.191 euro e rotti al mese – ai 5.037,38 euro lordi di pensione Inps frutto, come tiene a specificare lui stesso, “di 42 anni di contributi”. La sua pensione, circa 3.200-3.400 euro netti, è un bel po’ più alta della media dei suoi colleghi

Nel 2004 Epifani aveva un parametro 279,73, una paga base, lorda, di 2.926 euro e un’indennità di 1.473 euro. Totale, 4.399 euro lordi al mese. L’anno successivo, però, ottiene uno scatto da favola, il 18 per cento: il parametro passa a 330 e la paga complessiva a 5.183,69.

ROMA – “Epifani colleziona stipendi, ecco la sinistra dei poveri”, Maurizio Belpietro, dalle pagine di Libero, attacca il segretario del Partito Democratico. “Furbate democratiche” le chiama Belpietro. Quali?

“Prima di lasciare il timone della Cgil – si legge su Libero, in prima pagina –  Guglielmo Epifani si è alzato lo stipendio e ora percepisce 3.400 euro netti al mese. Che si aggiungono alla ricca paga da parlamentare.”

Ecco, nel dettaglio, la vicenda raccontata da Belpietro. Tutto parte da Gianni Rinaldini, “combattente” segretario della Fiom, che, scrive Libero,  decide di scrivere una lettera piccata a Vincenzo Scudiere (Organizzazione) per scoprire come mai Epifani riesca ad incassare una pensione tanto più alta di altri sindacalisti di lungo corso.

Belpietro riprende a questo punto un articolo del Fatto Quotidiano: “ Nel 2004 Epifani aveva un parametro 279,73», scrive Il Fatto, «una paga base, lorda, di 2.926 euro e un’indennità di 1.473 euro. Totale, 4.399 euro lordi al mese. L’anno successivo, però, ottiene uno scatto da favola, il 18%: il parametro passa a 330 e la paga complessiva a 5.183,69. Lo scatto, circa 800 euro mensili in un solo anno, permette di ottenere sostanziosi aumenti negli ultimi anni lavorativi decisivi per chi, ai fini pensionistici, può ancora avvalersi del sistema retributivo.”

“Nel gennaio 2011 Epifani fa domanda per accedere alla pensione. Susanna Camusso, che ne eredita lo scranno, lo sistema all’associazione Bruno Trentin con tanto di segretarie, autisti (2) e un ’indennità di circa 4mila euro lordi al mese. Oltre ad un budget che viene calcolato in circa 500mila euro. Abbiamo provato ieri a chiedere chiarimenti all’Ufficio stampa del Pd. Però, con la Direzione del partito in allestimento, non è stato possibile aiutarci. Epifani, al Fatto, ha ribattuto che la sua pensione è frutto di «42 anni di contributi». Peccato che negli anni Settanta i contributi dei dipendenti di partiti e sindacati venivano accreditati solo figurativamente con una semplice dichiarazione. Versando poche lire. In compenso dentro il sindacato è scattata una caccia alla talpa.”

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