Fisco ... all'italiana!

Il Belpaese sembra essere, per una sorta di inclinazione naturale , propenso a lasciare sempre dei "fulgidi" esempi di morale e condotta politica e amministrativa. L'ennesimo caso di malcostume accaduto nei giorni scorsi,ha avuto al centro niente meno che un ministro della Repubblica Italiana.

Dallo scoppio dello scandalo Tangentopoli,con la fine della Prima Repubblica e dei numerosi vizi e sperperi,il cittadino italiano si sarebbe aspettato un cambiamento radicale nel modo di concepire la politica;purtroppo la tanto auspicata riforma morale della classe politica non è ancora avvenuta e sembra non fare distinzione nè di appartenenza partitica,nè di età e neppure di frequentazione di breve o lungo corso dell'apparato della casta.

Riportiamo qui sotto l'articolo apparso su Libero e lasciamo a voi,gentili lettori, il commento sulla vicenda esplosa nei giorni scorsi.

MAURIZIO BELPIETRO

LIBERO.IT

Fugge la ministra Josefa Idem e sfugge ancora qualche elemento alla ricostruzione della sua posizione fiscale e previdenziale. Per dovere di trasparenza, non dovrebbe sfuggirle l’occasione, che Libero le offre, di chiarire una serie di particolari ancora oscuri.

1 RESIDENZA - In primo luogo, sarebbe giusto sapere perché ha mantenuto la sua residenza nella casa-palestra di via Carraia Bezzi, a Santerno, evitando così di pagare l’Ici per quattro anni, dal 2008 al 2011, «fruendo dell’esenzione prevista dalla legge» mentre in realtà viveva con la sua famiglia in un altro fabbricato.

2 IMPOSTE - Di conseguenza, dovrebbe spiegare perché mai abbia provveduto al pagamento dell’Imu per lo stabile di Santerno solo dopo che la stampa aveva rilevato l’esistenza di irregolarità amministrative? Vista la bufera che sta affondando la sua canoa, forse sarebbe il caso di rendere pubblici e accessibili a tutti, per ogni singolo immobile di proprietà sua o della sua famiglia, i versamenti che sono stati effettuati, con tanto di ricevute, corredate di data e di importi totali. Un lavoraccio d’archivio, ma a cui non può sottrarsi.

3 DICHIARAZIONI - Perché non ha mai dichiarato al Comune di Ravenna che in realtà quell’abitazione ospitava una palestra? Se è stata consigliata male, lo dica.

4 LUCRO - Se la sua palestra, la JaJoGym, non è un’attività a fini di lucro, perché sul sito internet che la pubblicizzava erano previste tariffe per la frequenza di privati? Ancora pochi giorni fa, un giornalista aveva ricevuto telefonicamente informazioni precise sui pagamenti mensili da effettuare, pur senza aver aderito ad alcuna associazione sportiva. Inoltre, converrebbe sapere a chi sia stata affidata la comunicazione via web.

5 LAVORO - Non si capisce come siano inquadrate, dal punto di vista del diritto del lavoro, le persone che prestano la loro opera presso la JaJo Gym, che ora risulta chiusa per accertamenti, in attesa di definire la posizione contributiva e retributiva dei dipendenti e/o collaboratori

6 SOCIETÀ - Che rapporto c’è fra l’associazione dilettantistica sportiva Sicul Motori e Sport, gestita da Maurizio Patanè, che risulta suo affittuario, e l’associazione dilettantistica sportiva Canoa Kayak Standiana, di cui è presidente suo marito? E come mai entrambe le realtà avevano sede in via Carraia Bezzi 104, a Santerno? Ed è curioso che nel contratto d’affitto stipulato tra il proprietario Idem e la Ads, sia specificata la «parte palestra», benché al Comune non risulti nessun cambio d’uso rispetto a quello originale abitativo.

7 AFFITTI - A chi vanno i proventi commerciali della palestra? Esistono fatture? Sono indicati in qualche dichiarazione dei redditi? Esistono dei bilanci? Diversamente, si potrebbe sospettare che nel contratto d’affitto sia stato dichiarato il falso. Se esiste un contratto d’affitto regolarmente registrato, visto che ora è un ministro e una senatrice della Repubblica italiana, dovrebbe esibirlo.

8 CONTRIBUTI / 1 - Perché si è fatta assumere da suo marito pochi giorni prima di essere nominata assessore, caricando così sulle casse del Comune di Ravenna gli oneri previdenziali derivanti dall’aspettativa che ha preso subito dopo?

9 CONTRIBUTI / 2 - Perché, dopo che lei aveva rassegnato le dimissioni, il 7 maggio 2007, da assessore del Comune di Ravenna, la società di suo marito non ha più versato gli oneri previdenziali per la sua posizione lavorativa? È per caso stata licenziata dal suo consorte?

10 COMMERCIALISTA - Se gli errori materiali sono dovuti al fatto che Lei non si è mai occupata della «gestione di queste cose» e ha sempre delegato ai tecnici», sta pensando di rivalersi sui professionisti a cui ha affidato l’incarico di seguire le sue pratiche burocratiche? Per esempio, le converrebbe chiedere delucidazioni ai suoi consulenti se le hanno fatto intendere che gli abusi edilizi sono reati civili e non penali.

TESTIMONIAL - Lei, che è stata scelta nel 2010 come testimonial dell’Agenzia delle Entrate e ha premiato gli esattori fiscali più zelanti, non trova infine che queste ombre sul suo conto siano sufficienti per dare le dimissioni?

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