Achtung Cassola: Pedemontana in arrivo!

MADRE TERRA

Nel più totale disinteresse generale da parte dei principali organi di comunicazione, soprattutto di qualche nota emittente televisiva locale, si sta avvicinando la ben nota SPV, ovvero la Superstrada Pedemontana Veneta, che lungo il suo tracciato andrà a toccare inesorabilmente anche il comune di Cassola.

Un’opera cosi fortemente voluta sia dalla Regione che dalle provincie, ripensata e modificata in varie occasioni e in varie sedi; basti ricordare che già nel biennio 97/98 la Regione, tramite progetto presentato dallo studio Altieri s.r.l. di Vicenza (nome che si ripete con una certa ”frequenza” nelle grandi opere venete), istituisce tutta una serie di commissioni che formulano la nuova arteria stradale come: “AUTOSTRADA PEDEMONTANA”.

pedemontana veneta lavori di costruzioneNel marzo del 2000 il tracciato dell’Autostrada Pedemontana viene presentata al pubblico, per il tratto che riguardava l’area bassanese, dagli allora sindaci di Rosà e Cassola: Antonio Didonè e Antonio Pasinato. Solo dopo una serie di iniziative dei vari comitati sorti spontaneamente, coadiuvati dall’ azione decisa di una cordata di comuni, capitanata dall’allora sindaco di Romano d’Ezzelino, Toni Zen, si arriva alla conferenza dei servizi di Castelfranco del 2001 che, nonostante il palese dissenso delle delegazioni della Provincia di Vicenza e Treviso e della Regione Veneto, stabilisce che l’opera deve essere concepita come Superstrada.

Anzi successivamente per opera del senatore Sarto, membro della commissione lavori pubblici e comunicazioni, viene stabilito che la Superstrada Pedemontana Veneta deve prevedere il “massimo recupero e utilizzo del sedime già presente dell’attuale Gasparona”, allo scopo di evitare spreco di territorio e di deturpare ulteriormente un paesaggio tra i più interessanti e belli sia dal punto di vista architettonico che dal punto di vista paesaggistico, ma anche tra i più delicati al mondo visto l’elevata urbanizzazione e le criticità ambientali.

Tuttavia già nel suo tratto iniziale quella che doveva essere un’arteria di collegamento in funzione al territorio sta dimostrando che il tanto proclamato “Project financing” non è altro che un immenso disegno studiato dai “soliti noti” per guadagnare alle spalle dei comuni cittadini. Nel suo tratto iniziale tra Sarcedo e Montecchio Precalcino possiamo già capire che a fronte di un maggiore esborso di 800.000 euro, è in atto una vera e propria guerra contro quella che giustamente si può chiamare “Madre Terra”.

Una “Madre Terra”che tra breve smetterà di darci i suoi frutti, e che presto con l’arrivo della SPV a San Zeno e a Cassola verrà definitivamente “immolata” alla causa del dio Denaro. Come non bastasse il danno di vedersi rubare la terra o distruggere l’abitazione frutto di una vita di sacrifici e rinunce per una miseria di compensazione a titolo di risarcimento, si aggiunga la beffa del pedaggio. Al di là della concessione gratuita per un numero limitato di km e di anni, è bene ricordare a tutti che il costo di tale opera graverà sulle tasche di tutti i cittadini, grazie al famigerato “Project financing”, che va ad utilizzare un’arteria gratuita già esistente (l’attuale Superstrada Gasparona”); è pure previsto nella convenzione tra Regione e ed Ente promotore un risarcimento nel caso il flusso veicolare sia inferiore a quello inizialmente stimato.

Già nel 2004 era previsto che: ” La Regione Veneto si impegna però ad erogare un contributo in conto esercizio di 20.400.000,00 € + IVA annui per un periodo di 30 anni a partire dalla data di entrata in esercizio della superstrada, vincolato al volume di traffico che l'infrastruttura farà registrare. In particolare, l'intera somma sarà dovuta nel caso in cui il volume di traffico sia inferiore a 840 milioni di veicoli km annui, mentre nulla sarà dovuto per un volume di traffico pari a 1.200 milioni di veicoli km annui; per volumi di traffico compresi tra il minimo ed il massimo sopra citati, la Regione Veneto erogherà un finanziamento linearmente proporzionale al volume di traffico rilevato.

Tale meccanismo è descritto nell'allegato A alla D.G.R. n.3858 del 3 dicembre 2004 che ha dichiarato di pubblico interesse la proposta del promotore ed è previsto all'art. 14 della convenzione riportata nell'allegato B alla medesima deliberazione”.

Questa tuttavia è la vecchia convenzione stipulata,dell’attuale non c’è alcuna traccia, o meglio, a fronte di varie denunce il Commissario straordinario e la Regione si badano bene dal renderla pubblica: di sicuro visto gli esempi precedenti delle grandi opere sarà sicuramente” congrua all’indice di inflazione e rispettosa dei costi di gestione”..ma ne dubito fortemente!

Qualche giorno fa un avventore di un bar di Cassola si riteneva fortunato perché il tratto della SPV, che passerà radente alla sua abitazione, avverrà in galleria forte di una promessa fatta dall’amministrazione comunale.

Ma se la promessa non venisse mantenuta?

 E se la galleria venisse fatta, la qualità della vita sarà comunque garantita?

Gli eventuali fumi derivanti dai gas di scarico dei veicoli dove andranno a finire? Eventuali camini per l’abbattimento di tali gas nocivi, se pur provvisti di sistemi di protezione, renderanno sicura l’aria che respiriamo?

Lascio a voi le vostre considerazioni sul caso e i vostri commenti sono sempre ben accetti.

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