Inceneritori,cave e discariche: parte terza

Continua la nostra indagine sulle anomalie del nostro territorio,con cave e discariche che appaiono come funghi, con promesse fatte dai sindaci alla popolazione e rivelatesi quanto meno disattese, per usare un eufemismo, senza trascuare il continuo pellegrinare di progetti per inceneritori e gassificatori.

Cosa lega questi eventi?

Solo casualità oppure un abile regia?

Perchè la scelta dei nostri comuni e non altri?

Proprio alla luce dei fatti che si stanno via via delineando,andiamo a proporvi un articolo tratto da un noto quotidiano tregiano che tratta della Cava La Piccola,situata al confine tra due comuni: Loria e Rossano Veneto. Consigliamo ai nostri attenti e sempre puntuali lettori di prendere nota su alcune vicende, perchè i risvolti della vicenda che vi andremmo illustrando nelle prossime puntate di questa inchiesta vi apriranno gli occhi su questioni oscure,ancora in divenire, e che spesso non finiscono di sorprendere!

 Si torna a scavare: Loria si ribella   versione testuale

Torna d'attualità la cava La Piccola. Il sindaco: "Fermare lo scempio". Le risposte dal cavatore Grigolin

Quello di Loria è un comune particolarmente gradito ai cavatori. Sul suo territorio, area di ricarica delle falde acquifere, è abbondante la ghiaia, materiale prezioso per l’edilizia sia per un uso diretto, sia per la produzione di calcestruzzi e di intonaci. Così nel corso degli anni nel comune si sono create delle fosse che poi sono utilizzate come discariche. Proprio in località Ronchi una discarica fu oggetto di polemiche per la decisione di ampliare la tipologia di rifiuto conferito e nel 2008 si parlò di arrivo dei fanghi di Marghera.
 

Ora una nuova minaccia incombe sul comune. Dopo una campagna elettorale tutta giocata sull’impossibilità per Regione e Provincia di consentire l’apertura di una cava lungo la stretta strada “La piccola” che conduce da Ramon di Loria verso Cittadella, il sindaco, Roberto Vendrasco, si è trovato di fronte al fatto compiuto. La ditta SuperBeton del gruppo Grigolin, ha cominciato a preparare l’area per l’escavazione e a nulla è servito il ricorso al Tar, che il Comune aveva fatto contro la costruzione di un’ampia strada per consentire ai bilici di percorrere via La piccola ed entrare nella zona di escavazione, respinto tra la sorpresa generale.

“Stiamo muovendoci in tutte le direzioni - afferma Roberto Vendrasco - per fermare questo scempio del territorio, per il momento senza sostegno da Regione e Provincia. Potete immaginare cosa significa per potenti bilici attraversare una strada comunale di tre metri di larghezza. E poi perché un sindaco deve costruire una strada per i cavatori?”.

Continua Vendrasco: “Tutto si è svolto in maniera non trasparente. La concessione regionale di escavazione è del 1° agosto del 2006 e il Comune lo ha saputo solo il 29 gennaio del 2009. Lo scorso novembre poi la ditta era in possesso di tutti i permessi di Regione e Provincia. Ora siamo in una situazione di oggettivo pericolo per il traffico”. Viene segnalato inoltre che intaccare lo strato di ghiaia può mettere in pericolo la falda freatica sottostante che serve i comuni di Castelfranco e Cittadella. Nel 2005 una Conferenza di servizi svoltasi a Loria sulla domanda della nuova cava, con gli amministratori locali dei Comuni di Loria, Rossano Veneto, San Martino di Lupari, Castello di Godego, Resana, Castelfranco Veneto, Galliera Veneta e Tombolo, aveva invitato la Giunta regionale a opporsi alla cava. Nulla di fatto e sabato 11 dicembre 2010 una manifestazione si è svolta lungo via La piccola. Ora il Comune di Loria sta giocando la carta delle prescrizioni non rispettate, ma sembra che nulla possa arrestare le ruspe. Pensare che la storia era iniziata in maniera quasi banale: una richiesta di cambiare destinazione d’uso del terreno e costruire un capannone viene presentata e accolta nel 2001. Subito però la proprietà fa domanda alla Provincia per realizzare la cava, la domanda viene accolta, ma resa pubblica solo nel 2009. “Per me questa è la cava della truffa - dice Vendrasco -. Ho scritto il 15 novembre al governatore Luca Zaia per avere sostegno e risposte precise, ma ancora niente”. I cavatori hanno anche abbattuto una casa in via Donizzetti, sempre in località Castione di Loria, un edificio che, secondo il Comune, risaliva all’Ottocento e quindi non poteva essere toccato. Insomma l’attività di cava a Loria per ora non si ferma, procede senza sosta e per ora sindaco e popolazione sono impotenti.

L'ASSESSORE REGIONALE CONTE "CHIAMA IN CAUSA" CHISSO. "iO NON LA VOLEVO"

Maurizio Conte, assessore regionale all’Ambiente, prende posizione in merito alla questione della cava “La Piccola” di Loria: “Ancora dall’approvazione di coltivazione della cava deliberata con Dgr n° 2384 del 01/08/2006 dall’allora assessore Renato Chisso, con preventivo parere della Commissione tecnica attività estrattive del 08.09.2005 l’attenzione di questo assessorato, dal mio insediamento, ed ancora precedentemente mentre ricoprivo l’incarico di presidente della VII Commissione consiliare (nella quale espressi una personale contrarietà all’autorizzazione), è sempre stata altissima. Voglio altresì avvisare che lo scorso 10 dicembr, a seguito di una comunicazione proveniente dal Comune di Loria, è stata inviata alla ditta Ferraro Inerti una richiesta di osservazioni per avere chiarimenti in merito alle possibili inadempienze sollevate dal Comune. La comunicazione di avvio di procedimento di sospensione dei lavori avrà risposta a breve. Nel frattempo continua il monitoraggio costante del sito”.

GRIGOLIN: SERVE GHIAIA, NON BASTA LA PEDEMONTANA

E’ la domanda che molti si fanno: perché questa voracità dei cavatori visto che fra pochi mesi partiranno i lavori per la Superstrada pedemontana veneta e dai tratti in trincea si potrà ricavare ghiaia in quantità? Abbiamo girato la domanda a Roberto Grigolin, titolare della SuperBeton, la ditta che sta coltivando la cava “La Piccola”. La SuperBeton fa parte del gruppo Grigolin, un gruppo leader nel settore con 500 milioni di euro di fatturato, 1.200 dipendenti, 88 unità produttive e 850 automezzi. “Guardi, la Spv è di là da venire. Vedremo quando inizieranno i lavori. Tuttavia Padova, Vicenza e Rovigo hanno meno ghiaia e quindi si dovrà cominciare da loro. Treviso non sarà tra i primi. Non è previsto comunque un surplus tra zone in elevato e in trincea. Oggi siamo in situazione di carenza di materia prima e la situazione non potrà che peggiorare. Già oggi Verona riceve la ghiaia dalla Lombardia e dal Friuli.

Dunque manca la ghiaia?

Noi ne abbiamo necessità, ma soprattutto abbiamo bisogno di programmare per i prossimi dieci anni.

Per quanti anni lavorerete la cava La Piccola?

Per quattro anni. Prevediamo il recupero complessivo di 500mila metri cubi in 4 anni, centomila circa all’anno. Deve considerare però che siamo un gruppo che all’anno ha bisogno di 2 milioni di metri cubi, il 35% della produzione in Veneto.

Ma è proprio così difficile trovare accordi con le popolazioni locali e salvaguardare il territorio?

Noi ci siamo resi disponibili, ma il sindaco usa strumentalmente la questione della strada, per bloccare il nostro lavoro.

Guardi che si teme per la falda acquifera e per una futura discarica.

Ho promesso di vincolare il fondo alle decisioni del Comune, una volta coltivata la cava. Insomma cosa si farà lì dopo, lo deciderà il Comune. Abbiamo fatto una decina di incontri dando tutte le assicurazioni, ma non abbiamo ottenuto nulla.

Venerdi 17 Dicembre 2010

Mariano Montagnin

Riportiamo pure un video a margine,ricordatevi certe dichiarazioni! 

http://youtu.be/96T58SdebkI

 

 

 

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