Inceneritori, cave e discariche: parte seconda

Nella nostra indagine riguardo l'intreccio tra progetti di gassificatore o termovalorizzatori,cave e discariche riproponiamo l'ultimo caso in ordine di tempo, accaduto a Loria, in particolare nella frazione di Ramon.

Noterete in questo breve passaggio come solo la fattiva collaborazione tra cittadini riuniti in un comitato spontaneo e il Comune di Loria, assieme al parere di forte contrarietà dei comuni contermini di Riese Pio X e Castello di Godego, sia stata alla base dell'importante successo in questa vicenda ambientale.

Anche qui un progetto per la produzione di gas,anzi di biogas, con una tecnologia mai sperimentata in Italia  e neppure in Europa,..Che strano trovare un altro progetto per la produzione di gas a poche distanze da una zona industriale nella quale doveva sorgere il Gassificatore di Karizia Tecnology?

A Loria sono riuscito a fermare il progetto grazie alla sinergia tra l'ente amministrativo e il comitato, a Cassola invece sembra il progetto sia stato RITIRATO solo grazie all'intervento di qualche potente,senza voler tener conto della ferrea volontà dei cittadini riunitisi in un comitato. Perchè due casi uguali vengono trattati diversamente?

Dove sta la verità?

Il progetto Gassificatore a Cassola è stato solo RITIRATO,non bocciato perciò si potrebbe riproporre in un'altra zona? 

Rimaniamo in attesa delle vostre risposte e dei vostri sempre graditi .

La Regione spegne l’impianto a biogas: progetto bocciato
 
La conferenza dei servizi ha bloccato la centrale di Ramon Accolte le osservazioni del Comune di Loria e del comitato

di Davide Nordio
 

LORIA. La conferenza dei servizi boccia l’impianto a biogas di Ramon. All’unanimità ieri la commissione presieduta dalla Regione ha bloccato l’autorizzazione alla sua realizzazione, accogliendo le osservazioni avanzate in primis dal Comune di Loria e dal comitato “La salute è di tutti”, sostenute anche dai consigli comunali di Riese Pio X e Castello di Godego.

Le osservazioni riguardavano sia l’ubicazione dell’impianto sia il suo carattere forse troppo sperimentale. Si trattava infatti del primo impianto alimentato totalmente a pollina (ovvero le deiezioni della galline) che avrebbe generato corrente elettrica attraverso la combustione dei gas “trattenuti” da tre digestori.

Il servizio nell’edizione della Tribuna in edicola mercoledì 8 gennaio.

 
08 gennaio 2014

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