Inceneritori, cave e discariche: parte quarta

Oggi riproponiamo alcuni servizi interessanti di qualche anno fa che ben si prestano per spiegare alcuni lati oscuri della nostra inchiesta; tralasciamo solo per qualche giorno le vicende amministrative ed ambientali di Loria, su cui ritorneremo a bre con nuovi interessanti spunti, ed invece ci concentriamo sulla vicenda di un impianto di biogas che doveva sorgere al confine tra i comuni di San Zenone, Crespano del Grappa e Borso del Grappa.

Vicenda nota che però intendiamo riproporre alla luce anche di eventi verificatisi di recente di sicura origine dolosa, su cui sta indagando la magistratura(l'articolo in questione è alla fine di una serie di articoli trovati on-line) !

~Un impianto a biogas ai piedi del Grappa
Crespano: la giunta dà il via libera alla costruzione, i cittadini si riuniscono in assemblea
CRESPANO. Un impianto di cogenerazione per trattare i reflui animali, la giunta dà l'ok. La centrale a biomasse andrà a smaltire i liquami provenienti da decine di allevamenti della zona. La giunta ha detto sì alla progettazione della centrale. «Ma la decisione definitiva la prenderemo dopo aver ascoltato i cittadini in una pubblica assemblea», annuncia il sindaco Nico Cunial.
«Nulla è stato deciso, si tratta solo di una lettera di intenti con cui diamo la nostra disponibilità a valutare un progetto», precisa Cunial. Leggendo la delibera approvata dalla giunta il 6 settembre scorso però emerge un progetto ben strutturato. Una centrale a biomasse potrebbe sorgere nel territorio di Crespano. Si tratta di un impianto di «cogenerazione per il trattamento anaerobico delle deiezioni zootecniche con produzione di biogas e successiva trasformazione in energia elettrica e termica» di liquami animali conferiti da alcuni allevamenti della zona. Nel progetto sono coinvolti anche altri soggetti privati. I proponenti sono un gruppo di allevatori riuniti nel gruppo Imprenditori Agro Zootecnici del Comune e l'istituto Cavanis (che si è reso disponibile a realizzare un Piano operativo di sviluppo delle fonti rinnovabili nella pedemontana). Coinvolti anche il Lascito Fondazione Canova (disponibile a metter il terreno, si pensa ad un'area a nord del depuratore comunale), la Società Power Ventures srl-E.S.Co (che «ha dato la propria disponibilità a progettare, finanziare, realizzare e gestire un impianto») e l'Ascomac Servizi. «Un impianto di questo tipo potrebbe portare parecchi benefici al nostro Comune - spiega il sindaco - si evita di spargere i liquami nelle campagne. Inoltre si eliminano i problemi di odori e di inquinamento, dato che si utilizza un impianto a circolo chiuso senza emissioni in atmosfera. La produzione di energia elettrica potrebbe arrivare a coprire la spesa annuale per l'illuminazione pubblica, sui 60 mila euro». Del progetto si discuterà questa sera in consiglio comunale.

27 settembre 2011 - Daniele Quarello – La Tribuna di Treviso
San Zenone – Impianto di biogas a Crespano. “Vediamo il progetto”
dice Mazzaro
Si è discusso anche della nuova proposta avanzata dall’amministrazione comunale di Crespano del
Grappa, di realizzare un impianto di con generazione per il trattamento dei reflui animali, nel corso
dell’ultimo consiglio comunale di San Zenone che si è svolto mercoledì 28 ettembre.
Chiara la posizione di tutta l’amministrazione, maggioranza e minoranza, che hanno accolto la
notizia con stupore e meraviglia ed espresso unanimemente l’intenzione di approfondire il progetto
e, se necessario, attivarsi per contrastare la realizzazione dell’impianto.
“Dobbiamo prima di tutto conoscere bene gli estremi del progetto ma – spiega il sindaco di San
Zenone, Luigi Mazzaro – se emergerà anche solo un aspetto che potrebbe recare danno al territorio
della Pedemontana, non aspetteremo un minuto per ostacolare ed impedire che l’impianto venga
realizzato”.
Una posizione che rispecchia la filosofia dell’amministrazione Mazzaro e delle precedenti guidate
da Speranza Marostica, da anni impegnate nel tutelare il paesaggio della Pedemontana, prima
assieme all’associazione Sentieri Natura impedendo la realizzazione di una discarica di tipo B2 a
Liedolo dove al suo posto è sorta l’Oasi naturalistica San Daniele e poi, lo scorso anno, assieme al
Comitato Oasi San Daniele, salvaguardando la stessa Oasi minacciata dalla proposta di realizzare,
in territorio di Borso del Grappa, un impianto di cogenerazione ad olio vegetale per la produzione
di energia elettrica.
“L’Area Pedemontana che vogliamo lasciare ai nostri figli e nipoti non vuole essere un agglomerato
di case ed industrie ma un territorio in cui la popolazione, ambiente e cultura vadano di pari passo -
conclude il sindaco Mazzaro – ed è ciò che stiamo promuovendo come amministrazione proprio in
questi giorni, con l’inaugurazione della restaurata Torre degli Ezzelini e di Villa Rubelli, che
raccoglie tutte le risorse ambientali, culturali, enogastronomiche e produttive del nostro territorio.

30/9/2011 - Trevisopress
Centrale a biogas, S.Zenone s'oppone
Il progetto discusso a Crespano non piace ai vicini
CRESPANO. Impianto a biogas, il Comune di San Zenone pronto a lottare contro la centrale. La
notizia si era diffusa qualche giorno fa in paese. La giunta di Crespano ha detto sì alla progettazione
di un impianto di cogenerazione per trattare i reflui animali. La delibera parla di impianto a
«cogenerazione per il trattamento anaerobico delle deiezioni zootecniche con produzione di biogas
e successiva trasformazione in energia elettrica e termica» di liquami animali conferiti da alcuni
allevamenti della zona. All'indomani della divulgazione della notizia, il comitato Oasi San Daniele
di Borso si è mobilitato convocando un'assemblea pubblica per giovedì prossimo alle 20.30 alle
elementari di Sopracastello. Ora tocca al Comune di San Zenone. Si è discusso del nuovo progetto
per la centrale di cogenerazione nel corso dell'ultimo consiglio comunale mercoledì scorso.
Maggioranza e minoranza hanno ribadito l'intenzione di attivarsi per contrastare la realizzazione
dell'impianto. «Dobbiamo prima di tutto conoscere bene gli estremi del progetto ma - spiega il
sindaco Luigi Mazzaro - se emergerà anche solo un aspetto che potrebbe recare danno al territorio
della Pedemontana, non aspetteremo un minuto per ostacolare e impedire che l'impianto venga
realizzato». «Pur non conoscendo ancora a fondo la proposta - aggiunge l'assessore all'ambiente
Lino Pellizzari - ci sentiamo di confermare con forza il patto per il territorio della Pedemontana, già
sottoscritto da sette comuni e che prevede tra i suoi sette punti il principio di precauzione per cui
nessuna opera può realizzarsi sul territorio, se potenzialmente ritenuta inquinante, senza un
preventivo approfondimento sui rischi connessi all'opera e una consultazione con i cittadini che
risiedono nell'area. Solleciteremo la Provincia di Treviso e la Regione del Veneto a intervenire sulla questione e fare chiarezza sulla proposta. L'area pedemontana che vogliamo lasciare ai nostri figli e nipoti non vuole essere un agglomerato di case e industrie, ma un territorio in cui la popolazione, l'ambiente e la cultura vadano di pari passo». (d.q.)

1 ottobre 2011 . Daniele Quarello – La Tribuna di Treviso
Centrale a biogas, scatta la mobilitazione
CRESPANO. Centrale a biogas, il comitato spontaneo si mobilita. Indetta un'assemblea pubblica per giovedì 20 ottobre alle 20.30 nella sala Borsellino in piazza San Marco. Forti dubbi sul progetto promosso dalla giunta per realizzare la centrale per lo smaltimento di reflui animali. «Molti aspetti non sono chiari», osserva l'ex sindaco Lorenzo Capovilla, attivista nel comitato. Il progetto per una centrale a cogenerazione alle pendici del Grappa è stato al centro di un incontro svoltosi venerdì sera a San Zenone e organizzato dal comitato Oasi San Daniele. Una quarantina di persone ha discusso il progetto su cui la giunta di Crespano ha già dato parere favorevole. Un impianto di «cogenerazione per il trattamento anaerobico delle deiezioni zootecniche con produzione di biogas e successiva trasformazione in energia elettrica e termica». Liquami animali conferiti da allevamenti della zona. I cittadini si chiedono quale impatto possa avere una struttura di questo tipo sul territorio. Il «Comitato in difesa dell'ambiente, del territorio, della legalità e della tutela dei beni comuni» di Crespano ha convocato un'assemblea pubblica per discutere il progetto. «C'è bisogno di fare chiarezza - dice Lorenzo Capovilla, ex sindaco e attivista nel comitato di cittadini - si è discusso del progetto in consiglio comunale. In quella sede abbiamo potuto reperire informazioni e documentazione. Ma da questi documenti non si capisce molto riguardo la potenza dell'impianto, il ruolo dei soggetti coinvolti, ente pubblico e privati, il luogo dove si farà. Non è chiaro soprattutto che tipo di impatto ambientale possa avere sul territorio. Vogliamo approfondire il progetto e per farlo chiederemo l'aiuto di alcuni esperti e di tecnici competenti che possano fornire un parere». La giunta ha già firmato una lettera di intenti per la progettazione dell'impianto. Sono coinvolti alcuni soggetti privati. I proponenti sono un gruppo di allevatori riuniti nel gruppo Imprenditori Agrozootecnici del Comune e l'istituto Cavanis (che si è reso disponibile a realizzare un piano operativo di sviluppo delle fonti rinnovabili nella Pedemontana). Coinvolti anche il Lascito Fondazione Canova (disponibile a metter il terreno, si pensa a un'area a nord del depuratore comunale), la Società Power Ventures srl - E.S.Co (che «ha dato la propria disponibilità a progettare, finanziare, realizzare e gestire un impianto") e l'Ascomac Servizi.

9 ottobre 2011 . Daniele Quarello – La Tribuna di Treviso
GLI AGRICOLTORI: «NO ALLA CENTRALE BIOGAS»
La confederazione chiede un incontro col Comune di Crespano
CRESPANO - Centrale a biogas alle pendici del Grappa: la Confederazione italiana agricoltori di Treviso chiede un incontro al Comune di Crespano per vederci più chiaro in merito alla proposta del progetto dell’impianto di trattamento delle deiezioni zootecniche, (i liquami animali) - che il comune di Crespano del Grappa si è impegnato a promuovere e sostenere nel proprio territorio - ma dall’amministrazione non è giunta finora nessuna risposta: “In realtà non è neanche stato possibile un confronto - afferma il presidente di Cia Treviso Denis Susanna - perché nonostante una richiesta di incontro inviata lo scorso 28 settembre, il Sindaco Cunial non si è fatto sentire in alcun modo”.
Cia Treviso insieme ai propri agricoltori e agli allevatori dice no alla realizzazione dell’opera. La presa di posizione dell’organizzazione agricola è stata ufficialmente espressa nel corso di una riunione di zona tenutasi proprio in questi giorni: “Se il Comune rifiuta a priori qualsiasi confronto costruttivo, diventa poi difficile spiegare agli agricoltori e ai cittadini che tale impianto avrà dei benefici per tutti – continua Susanna - Se è infatti vero che in un primo momento diversi allevatori
avevano dimostrato un certo interesse, così come dichiarato nei verbali della Giunta comunale, è altrettanto vero che molti di questi, dopo aver fatto le dovute considerazioni ed approfondimenti hanno valutato negativamente la proposta”.
E questo perché rispetto al progetto definito di natura sperimentale “non c’è stato alcun successivo confronto proprio nei dettagli tecnici dell’opera” puntualizza la Cia di Treviso.
Qual è la natura, la quantità e la provenienza delle materie prime e delle deiezioni zootecniche che si vogliono utilizzare? La domanda che il mondo agricolo si pone e alla quale si aspetta una risposta da parte del Comune di Crespano non è affatto di natura ideologica, ma riguarda alcuni aspetti fondamentali e i particolari sul funzionamento dell’impianto: “I soci della Confederazione temono che ci possa essere l’utilizzo di materie prime pregiate come il mais e comunque la sottrazione di ulteriori terreni all’agricoltura, quella vera – conclude il presidente Susanna - quella che produce cibo. Se così sarà gli agricoltori scenderanno sulle barricate al fine di evitare l’ultimo colpo mortale ad una zootecnia già in grande difficoltà ma che oggi garantisce un equilibrio ambientale ed una cura particolare all’intera area Pedemontana”.
Oggi Treviso – 20 ottobre 2011

                      

San Zenone: il rogo all'oasi San Daniele apre interrogativi  

Probabilmente doloso l'episodio dello scorso 23 dicembre

Sono ancora tanti gli interrogativi sospesi attorno all’incendio, probabilmente doloso, che lo scorso 23 dicembre ha distrutto il capanno didattico presso l’Oasi San Daniele a San Zenone degli Ezzelini.
Il capanno doveva servire come postazione per i fotografi ma anche come punto di riferimento per i ragazzi delle scuole elementari e medie con cui si stanno avviando progetti di fotografia naturalistica e di “bird watching”, osservazione degli uccelli. Ora i volontari dell’Associazione Oasi dovranno con pazienza ricostruirla e trovare ancora i fondi necessari. Non è la prima volta che l’Oasi viene minacciata dalle fiamme, accadde anche nel settembre del 2012 a causa del rogo di una vicina discarica di rifiuti.
Si deve ricordare che l’Oasi è sorta vincendo una battaglia popolare contro chi avrebbe voluto realizzare su quest’area una discarica di fanghi industriali. Inoltre l’Oasi non è compatibile con la realizzazione poco più  nord, nel comune di Borso, di impianti a “biogas”. L’Oasi è una specie di presidio ambientale delle colline alle pendici del Grappa. Non stupirebbe che si cercasse di, come dire, “togliere l’impiccio” di questa riserva naturale. La crisi economica poi fa salire la tensione sul lavoro e la produzione e a volte si legge l’attività degli ambientalisti come un ostacolo alla libera imprenditorialità.
Un episodio preoccupante e che occorre comprendere fino in fondo.
In segno di speranza e perdono, però, durante il Natale è stato posizionato una Gesù bambino all’interno del capanno bruciato. A spiegare la scelta, il diacono Bruno Martino, presidente dell’associazione Sentieri Natura e tra i fondatori e promotori dell’Oasi: “A voi cari amici che avete voluto distruggere  il capanno fotografico  all’Oasi San Daniele, con un gesto di perdono e di pace continueremo con più entusiasmo di prima a lavorare per la salvaguardia del creato nel nostro territorio anche per voi e per i vostri figli. Vi auguriamo che il Santo Natale tolga dalle vostre mani e dai vostri cuori ogni desiderio di violenza e nasca in voi la sua pace”

Giovedi 9 Gennaio 2014

Mariano Montagnin

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