«Pedemontana, una speculazione»

Pedemontana Veneta

articolo del 4 maggio 2014 de "La Tribuna di Treviso"

CASSOLA La Pedemontana una fabbrica di denaro per speculatori. La denuncia di Laura Puppato, senatore del Pd, è diretta al cuore del progetto di supestrada in corso di realizzazione tra Vicenza e Treviso.
L’ultimo spunto è quello legato alla variante nel Comune di Cassola, che fa passare la Spv a sud di una discarica di rifiuti tossici, con aggravio complessivo di costi pari a 15 milioni di euro. «Assisto attonita alle continue vicissitudini e ai colpi di scena attorno al progetto della Pedemontana Veneta, un’opera che avrebbe dovuto costituire un collegamento leggero e veloce, a mo' di tangenziale, per molti comuni e che è diventata una autostrada con troppe incognite e molti interessi che esulano dal miglior esito dell'infrastruttura.
L'ultima accurata analisi dei tecnici OTI Tre - Venezie, ovvero l'osservatorio tecnico infrastrutture, ha evidenziato come l'opera sia una fabbrica di denaro per speculatori, tutto a danno degli stessi cittadini veneti» così Laura Puppato.
«Che il progetto e il contratto della Pedemontana Veneta siano nati con il piede sbagliato, occultati e resi totalmente preclusi nella loro globalità, alla visione e alla conoscenza di ogni soggetto interessato, a partire dai sindaci, dai consiglieri regionali e dai comitati dei cittadini, lo si era visto fin dall’inizio.
Puntualmente mese dopo mese giungono notizie sempre più allarmanti e preoccupanti. In particolare, per quel che succede nel comune di Cassola, dove pare prefigurarsi una vera e propria truffa a carico dei contribuenti.
Mi chiedo e chiederò al ministro Lupi e al premier Renzi perché il progetto sia stato tenuto fermo per quattro anni con il tracciato che correva sopra una discarica di rifiuti tossici e, quindi, manifestamente irrealizzabile, mentre in presenza del solo progetto esecutivo - ovvero all'ultimo stadio di perfezionamento - improvvisamente si sente la necessità di spostarlo a sud della stessa discarica, transitando nel bel mezzo di Cassola, comune che sembra abbonato al malaffare ambientale e in cui i cittadini stanno veramente perdendo la pazienza» ha proseguito. «Con questa variante, decisa per l'appunto solo allo stadio esecutivo, si intende sovrapporre la strada ad una zona edificata, volumi solo parzialmente utilizzati, ma nel frattempo ampliati e sarà interessante andare ad analizzare quanto questa si sia apprezzata nei quattro anni in cui il progetto languiva nei cassetti.
Dulcis in fundo l'optare invece per la variante suggerita dai tecnici a nord della discarica, costerebbe almeno 15 milioni in meno, oltreché garantire un percorso lontano dall’abitato di Cassola, ma questa prospettiva non è mai stata presa in esame». (d.f.)

 

leggi l'articolo da "La Tribuna di Treviso"

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